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Aim a caccia della prossima Bio-on

Aim quale sarà la prossima bio-on? E’ partita la caccia alla prossima bio-on ma non come unicorno…

La vicenda bio-on oltre a creare danni a chi ha investito sul titolo e creduto nel bussines delle bioplastiche biodegradabili, è un grave danno di immagine e di reputazione per l’Aim. Segmento della Borsa Italiana dove si possono quotare le Pmi italiane. Piccole società, o start-up come si usa chiamarle oggi, in cerca di capitali freschi .

In pratica quello che non riesci a farti finanziare dalle banche puoi chiederlo agli investitori vendendo parte delle tue azioni. (Per semplificare). Gli investitori privati sono felici di investire in start-up che non riescono a ottenere finanziamenti da banche o università…

I requisiti per accedere a questo listino sono meno stringenti di quelli del segmento Star . Dove per accedere si deve avere un bilancio da presentare, con almeno tre bilanci in utile. E un prospetto informativo che deve essere approvato dalla Consob.
Sul listino Aim è il nomad a portare la società in Borsa, la Consob non può fare nulla per sospendere le quotazioni. In pratica controllare che sia tutto in ordine spetta al nomad. Che può prendere decisioni importanti, anche scappare prima che la società fallisca. Il compitino che deve svolgere il nomad lo trovi sul sito di Borsa Italiana.

Gran parte di queste aziende non producono utili, hanno una capitalizzazione eccessiva rispetto ai ricavi. Bio-on ad esempio era arrivata a capitalizzare un miliardo di euro e veniva definita dai media l’unicorno italiano.
Il bussines delle aziende quotate sul segmento Aim produrrà utili forse tra molti anni.
Gran parte di queste società sono start-up con modelli di bussines molto discutibili.

Questo però non significa che l’intero listino Aim è da buttare anzi ci sono delle società sane, che si possono seguire. Ma vanno selezionate, solo conoscendo il bussines dove operano si può investire su questi titoli. E mai tutto il capitale che si ha disposizione per gli investimenti.
Altrimenti il rischio è quello di perdere gran parte del capitale investito.

Attenzione che su questo listino sono finiti molti soldi raccolti con i fondi Pir.

Ma questa vicenda peserà sulle future quotazioni delle società quotate e di quelle che arriveranno sul listino. Se i risparmiatori hanno imparato la lezione, forse no visto i numerosi casi di risparmio tradito, prima di investire nelle start-up deve:

1) Controllare chi sia il nomad.

2) Guardare oltre ai comunicati stampa confezionati per attirare capitali, con proiezioni dei ricavi futuri in forte crescita , e il grafico della crescita andare in su.

3) Si dovranno vedere fin da subito guadagni, e non fra trenta o quaranta anni.

In fin dei conti nel lungo periodo siamo tutti morti e la moda di acquistare titoli azionari solo per la forte crescita che forse avranno in futuro sta finendo anche negli Stati Uniti.

Ci risentiamo presto, alla prossima bio-on…