Come riconoscere le bolle speculative

Cosa significa quando si dice che sulle Borse siamo in presenza di una bolla speculativa? Con il termine bolla speculativa si definisce una crescita troppo forte dei mercati azionari. Con i prezzi dei titoli delle società quotate che raggiungono livelli che non rispecchiano i valori di bilancio.

I prezzi salgono troppo e continuano a salire fino a quando nessuno è più disposto ad acquistare a quel prezzo. A quel punto inizia il percorso inverso. I più furbi riescono ad uscire indenni dal mercato, gli altri rimangano con il cerino acceso in mano. Quando la bolla esplode i mercati crollano per ritornare a valori normali.

Il problema delle bolle speculative è che non si possono prevedere. Non basta un rialzo dei prezzi delle azione per dire c’è una bolla. Ti accorgi della sua esistenza solo dopo che è esplosa. Quando esplode i prezzi decrescono velocemente, perchè le persone vogliono liberarsi dei titoli che prima avevano acquistato nella speranza di rivenderli a un prezzo maggiore.

Da sempre ci sono le bolle speculative, senza andare troppo indietro nel tempo alle Compagnie delle Indie, oppure alla bolla dei tulipani, o alla crisi del 1929 con il crollo di Wall Street, che abbiamo conosciuto leggendo i libri di storia. Di recente abbiamo assistito a tre bolle speculative, quella dei mercati azionari in Giappone del 1991. Nel 2000 dovuta alla speculazione dei titoli di internet. E tra il 2007 e 2008 con l’esplosione della bolla immobiliare.

Le bolle speculative possono creare anche gravi crisi economiche. Così è stato nel 2000 dopo lo scoppio della bolla dei titoli tecnologici. Mentre per rivedere i prezzi delle azioni a livelli della bolla ci sono voluti quasi 14 anni.

Così è stato dopo il 2008 con lo scoppio dei mutui subprime, che ancora oggi stiamo pagando le conseguenze. Anche se dopo lo scoppio della bolla anche grazie alle politiche espansive delle Banche Centrali, per evitare il fallimento delle banche, i mercati azionari hanno ripreso a crescere in fretta.