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Costi del trading online

Uno degli aspetti che viene sottovalutato da chi si avvicina a questa attività sono i costi.
Oltre alla tassazione ci sono dei costi come il canone del conto corrente, l’imposta di bollo sul conto corrente e deposito titoli.
Le commissioni per l’acquisto e la vendita degli strumenti finanziari.
Che può costare oltre i €3 per eseguito a secondo dell’importo investito e dello strumento finanziario. E su quale mercato è quotato.

Oltre alle commissioni di compravendita ci sono i costi dell’accesso a internet. Se si sceglie l’utilizzo di un software professionale per seguire le quotazioni e ad avere le notizie questo servizio ha un canone mensile molto alto.

Un latro costo che molti sottovalutano è lo spread, cioè la differenza tra denaro e lettera dello strumento finanziario che si vuole comprare o vendere. Anche questo è un costo da pagare quando si opera sui mercati finanziari. Oltre a questi costi ci sono le tasse che riducono ulteriormente i guadagni.

La tassazione sui guadagni derivanti dall’attività di day trading.

Se qualche anno fa sui guadagni di Borsa si pagava solo il 12,5%, e le minusvalenze potevano essere recuperate al 100%. Ogni volta che si vende un titolo in perdita si registra una minusvalenza che può essere compensata con i futuri guadagni

Oggi le tasse sono salite al 26% per quanto riguarda le minusvalenze possono essere recuperate solo la metà.
Inoltre si paga la Tobin Tax, una tassa sull’acquisto di azioni di società che hanno una capitalizzazione di Borsa superiore i 500milioni di euro. La Tobin Tax si paga solo quando si acquista.
E l’imposta di bollo sul dossier titoli dello 0,20%, con imposta minima di €2.