Quanto calerà il pil a causa del coronavirus?

La situazione economica di oggi non può essere paragonata a quella del 2008 provocata dai mutui subprime.
Ma è peggiore, perché provocata da un’emergenza sanitaria, dove sono stati colpiti tutti i settori.
E sono in molti a pensare che la recessione ormai certa per il primo semestre per l’anno, non sarà di breve durata.
Dipenderà da quando l’Italia inizierà ad aprire le attività chiuse, e quanto tempo impiegherà a tornare alla normalità.
Le previsioni del pil per il 2020 sono fortemente negative, come sempre è bene ricordare che si tratta di previsioni che hanno diversi gradi di errore, sia in positivo che in negativo.

Previsioni pil 2020.

Le agenzie di rating non hanno ancora rivisto le ultime stime pubblicate a inizio marzo quando non si conoscevano gli effetti del coronavirus sull’economia. Quando S&P dava il pil in calo dello 0,3%, in piena emergenza la previsione del calo è del 9,90% , per Fitch la previsione è del -8%, Moody’s del 0,5 ancora non ha rilasciato il dato aggiornato, Ocse 0,5, e Fondo Monetario dello 0,6, adesso prevede un calo del 9%.

Per prime si sono mosse le grandi banche d’affari con Goldman Sachs che inizialmente aveva previsto un calo del ha rivisto al ribasso al 3,4, stima rivista al ribasso all’11,6%
Per Confindustria il calo annuo sarà del 6%, dopo un semestre in calo del 10%. Le stime di Prometea sono 6,5%. Per Deloitte calerà almeno del 4,6%

La forza della ripresa dipenderà dalla capacità dei politici italiani di negoziare con Bruxelles misure eccezionali,senza condizioni che mettano a rischio il paese.

Per evitare il disastro che la recessione sia duratura, e nel peggiore dei casi diventi depressione servono misure straordinarie.