Differenze tra bolla azionaria anno 2000 e 2020

Ci sono tre importanti differenze tra la forte crescita azionaria del 2020 e quella del 2000 conosciuta come la bolla delle dot.com. Questa volta ad alimentare la bolla non è la speculazione, ma la politica espansiva delle Banche Centrali che spinge gli investitori sui mercati azionari per cercare un rendimento positivo.

Prima differenza: oggi a trascinare al rialzo l’indice Nasdaq, che ha raggiunto vette mai viste prima, sono titoli pesanti come Amazon, Apple, Google, Microsoft,Tesla, aziende conosciute in tutto il mondo, non aziende sconosciute dove non esiste un vero business. Nel 2000 salivano tutti i titoli anche quelli che non facevano utili, o società semi sconosciute dove bastava annunciare l’apertura del sito internet aziendale per fare crescere i prezzi delle azioni. E si scommetteva sulla futura crescita dell’azienda. Per stimare gli utili futuri si utilizzava il numero di visite al sito internet. Molte di queste società sono fallite .

Secondo: nella bolla del 2000 quasi tutti gli analisti sparavano target price al rialzo non c’era quasi nessuno negativo. Con previsione degi utili aziendali altissime. Adesso sono divisi tra quelli neutrali e quelli che avvisano che siamo in presenza di una nuova bolla.

Terzo: Sicuramente nella crescita azionaria del 2020 hanno aiutato molto le misure adottate dai governi, in particolare quello Usa come sostegno al reddito. Il lockdown ha causato la chiusura di numerose attività e la gente è rimasta. Molti di questi soldi sono finiti sui mercati azionari.

Quarto: Anche le misure di politica monetarie delle Banche Centrali per ridurre l’impatto della crisi economica causata dal covid.L’enorme liquidità messa a disposizione della Fed è finita in gran parte sui mercati azionari.

Nessuno può sapere se il Nasdaq continuerà ancora a crescere oppure inizierà la discesa. O se la bolla finanziaria scoppierà. Ma per capire l’andamento futuro del Nasdaq è utile anche guardare come si muoveranno Apple, Amazon, Google, Microsoft, Tesla.