L’Italia chiude per un po’(si spera)

Passata la tempesta, perché passerà anche questa, la situazione economica dell’Europa non sarà più la stessa. Non solo dell’Italia come qualcuno all’inizio dell’emergenza aveva fatto credere. Come se il coronavirus fosse solo un problema italiano. Quasi tutte le nazioni industrializzate saranno colpite.
Si parla di una pesante recessione, inutile in questo momento fare previsioni perché si rischia di sbagliare. Non si conoscono ancora gli effetti del cornavirus, e non sappiamo quali altri paesi faranno la fine dell’Italia. L’Unione Europea e Bce cercano di contenere i danni si parla di sospendere il patto di stabilità, la Bce ha intenzione di continuare ad acquistare tiotli di Stato fino a quando l’emergenza non sarà rientrata.

Come spesso accade nelle ultime settimane le novità importanti arrivano nella tarda serata.
Come il decreto del 21 marzo 2020, che blocca tutte le attività ritenute non strategiche fino al 3 aprile. non è chiaro come in meno di 15 giorni la situazione possa migliorare.
La decisione è importante perché si vuole ridurre al minimo gli spostamenti, decisione forse arrivata troppo tardi. Non lo dico io ma i numeri su contagi e decessi, che ci dicono anche che gli anziani sono i più colpiti. Ma i giovani sono quelli che trasmettono il contagio. Quindi chiudere le scuole, bloccare i parchi è servito a poco, si doveva intervenire subito.
Solo che non puoi bloccare un paese intero, non puoi togliere lo stipendio alle persone, rischi di creare altri problemi.
Un altro problema è che molte attività che da domani mattina non apriranno rischiano di rimanere chiuse per sempre.
Se nel resto d’Europa non chiudono le attività, molte aziende straniere prenderanno il posto delle nostre aziende che tra qualche giorno non potranno più consegnare i loro prodotti.