Se cerchi un posto di lavoro non cercarlo in banca.

Il problema delle banche italiane oggi non arriva solo dalla situazione economica del paese, ma anche dal processo tecnologico.
Il fintech crea opportunità per banche e consumatori, ma anche tanti problemi a numerose banche.
Inoltre, sappiamo che in Italia il numero di banche oggi è troppo alto.
In futuro dovranno chiudere in molte, perchè saranno acquisite da banche più grandi o perchè sono in difficoltà e hanno bisogno di un socio forte per competere in un settore che dove diventa sempre più difficile fare banca, con tassi a zero o con i grandi bing dell’economia digitale pronti a fare il loro ingresso nel settore bancario.

Si prevede che entro il 2023 nel settore bancario si perderanno oltre 20mila posti di lavoro. Molti danno la colpa del crisi del settere bancario al processo tecnologico in atto.
Stiamo passando dall’internet banking che ha rivoluzionato il modo di fare banca e ridotto i costi di molti servizi bancari, al fintech che porterà un forte cambiamento.
Ma in Italia forse non è tutta colpa della tecnologia, la colpa è anche dei tassi sotto zero e dal Quantitative Easing che ha inondato l’Europa di liquidità.
Misure adottare dalla Bce per sostenere la fragile economia che da decenni registra bassi tassi di crescita nell’Unione Europea.

Politica monetaria espansiva che ha sostenuto l’economia nei momenti più difficile, ma crea grossi problemi alle banche che riducono i ricavi nonostante i costi per il correntista aumentano. Il conto corrente a zero spese è solo una trovata del marketing,se controlli il prospetto informativo scoprirai che non esiste il conto corrente a zero costi. Insomma per le banche italiane ed europee è difficile fare banca.

Le banche per ridurre i costi chiudono le filiali sul territorio, ormai diventate la principale voce di costo. E aumentano i servizi internet e mobile banking.
A questo dobbiamo aggiungere che in Italia ci sono troppe banche e molte di queste sono state gestite male. Vedi Monte Paschi, Veneto Banca Pop. di Vicenza, Carige, Pop. di Bari, senza dimenticare quelle fallite negli anni passati. Da qui ai prossimi anni molte dovranno aggregarsi con banche più grandi.

Fortunatamente per i banchieri in Italia si usano poco i servizi bancari da smartphone o computer, a causa dalla poca fiducia che hanno i correntisti verso i conti correnti online. Agli italiani piace usare internet, soprattutto con il telefonino, ma solo per giocare su Facebook o mandare i messaggi su Whatsapp, per leggere le storie si Istagram o per guardare video su Youtube. Ma non per gestire il conto corrente da casa riducendo i costi.

Purtroppo l’arrivo di grossi big della tecnologica nel settore bancario come Amazon, Google, Facebook che hanno già acquistato licenza bancaria in Europea. Facebook nel prossimo anno,salvo complicazioni, dovrebbe partire con una suo valuta virtuale, progetto ambizioso ma che potrebbe slittare a causa della complessità.
Da vedere se riusciranno a utilizzare la licenza in tutta l’Unione o solo nei paesi dove hanno acquistato la licenza Ma anche Paypal sempre più utilizzato online, i cinesi di Alibabà, aziende come Apple, Samsung che hanno bisogno di diversificare in altri settori a causa del calo delle vendite di smartphone. nel settore bancario creerà altri problemi alle banche italiane.
A meno che qualcuno non blocchi il processo tecnologico in atto facendo precipitare il paese nel medio evo.

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