Taglio del rating sul debito italiano solo rinviato?

Siamo stati graziati da S&P ma sarebbe stato un colpo basso tagliare il rating sul nostro debito in piena emergenza, visto che siamo a BBB con outlook negativo, appena due gradini sopra il livello spazzatura. I titoli di Stato italiani con l’aumento dello spread di questi giorni scontano uno scenario negativo, pil in caduta dell’8% e aumento del debito pil al 155%.

La mossa della Bce di accettare come collaterali anche titoli di Stato non sicuri, che hanno un rating inferiore a BBB- fino a settembre 2021 ha calmato il mercato. Probabilmente le vendite dei BTP sono state fatte da chi temeva un taglio del rating, se il nostro debito diventa più rischioso molti fondi dovranno vendere i BTP.

Ma non è detto che a ottobre il giudizio non venga rivisto al ribasso.
Dipenderà dalle misure che adotterà questo governo per farci uscire dall’emergenza.
Quali decisioni prenderanno i paesi dell’Unione Europea su come aiutare i paesi più colpiti dal coronavirus.

Per adesso i paesi sono d’accordo sulla creazione del Recovery Fund un fondo che emette obbligazioni garantiti dal bilancio della UE. Ma non sono d’accordo sul funzionamento, come distribuire la liquidità che il fondo riuscirà a raccogliere emettendo obbligazioni, se come prestiti o sovvenzioni a fondo perduto. Tutto rinviato alle prossime riunioni, sembra che si voglia convincere gli italiani a usare il Mes, il fondo salva Stati. Che permetterebbe di stanziare subito i miliardi necessari per le spese sanitarie, ma che potrebbe comportare dei rischi a causa delle regole del Mes.

Con la Bce che dovrà tenere d’occhio i nostri Titoli di Stato per evitare che lo spread ritorni sopra i 300 punti base. E se necessario intervenire per raffreddare le tensioni sul nostro debito.